Cosa significa “EMDR”?

EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) significa Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari.

Di cosa si tratta?

E’ una metodologia psicologica utilizzata nel trattamento dei problemi emotivi causati da esperienze di vita stressanti o traumatiche di diverso tipo.

Può essere impiegata all’interno di percorsi terapeutici ad esempio quando non è sufficiente parlare dell’esperienza disturbante vissuta, ma è necessario un ulteriore processo di elaborazione che prenda in considerazione tutti gli aspetti dell’evento stressante (cognitivi, emotivi, comportamentali e neurofisiologici).

Con il termine “trauma” si fa riferimento a due differenti categorie:

  • traumi di grande entità (“traumi T”), ovvero eventi che minacciano l’integrità fisica personale o dei propri cari come catastrofi naturali, incidenti, abusi…
  • piccoli traumi (“traumi t”), intesi come esperienze soggettivamente disturbanti caratterizzate da una sensazione di pericolo non particolarmente intensa, come una umiliazione subita o interazioni brusche, ma che hanno un ruolo significativo rispetto alla costruzione della nostra identità e un forte impatto soprattutto se si tratta di situazioni ripetute

 

Nonostante si tratti di eventi differenti possono dar luogo a conseguenze ugualmente importanti e sintomi post traumatici analoghi.

Quale è l’idea alla base?

Il presupposto su cui poggia è che la nostra mente abbia capacità riparative innate che a volte, quando  incontriamo delle situazioni particolarmente difficili, si possono bloccare o non essere sufficienti, dando luogo a un trauma.

Il trauma fa sì che la persona “riviva” in modo intrusivo l’evento stressante, sentendo anche a distanza di tempo le emozioni, le sensazione corporee e i pensieri che vi sono associati.

Può quindi succedere di avere flashback dell’evento vissuto o incubi, di sentirsi confusi o emotivamente “congelati”, di avere la tendenza ad evitare tutto ciò che ricordi l’esperienza traumatica e di manifestare sintomi di iperattivazione psicofisiologica (ansia, irritabilità, tensione generalizzata, insonnia…).

Ciò avviene perché l’evento traumatico non è stato memorizzato in modo funzionale e il suo ricordo è fonte di stress.

L’EMDR consente di accedere ai ricordi delle esperienze traumatiche passate, che sono alla base dei disturbi psicologici attuali, aiutando a percepirli in modo nuovo e più adattivo e modificando le associazioni tra eventi passati e presenti riducendo il livello di disagio.

 In cosa consiste nella pratica?

L’EMDR utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata per favorire la comunicazione tra gli emisferi cerebrali e di conseguenza il naturale processo di elaborazione delle informazioni che a seguito di una trauma o uno stress può risultare “bloccato”.

Il processo dell’EMDR avviene attraverso il controllo del paziente; non si tratta di una tecnica ipnotica.

Quando si usa?

L’EMDR può essere impiegato per affrontare in terapia esperienze traumatiche passate, eventi stressanti nel presente e per potenziare pensieri e azioni desiderate per il futuro.

E’ quindi utile per elaborare vissuti disturbanti derivati da:

  • piccoli o grandi traumi vissuti nell’età dello sviluppo
  • eventi stressanti quali lutto, malattia cronica, perdite finanziarie, conflitti coniugali, cambiamenti di vita
  • eventi stressanti al di fuori della “consueta” esperienza umana quali catastrofi naturali (terremoti, inondazioni…) o disastri provocati dall’uomo (incidenti gravi, violenze, torture)

Psicologa referente

Dott.ssa Nicoletta Bassani

bassani.nicoletta@gmail.com

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